Cooperativa Bar Ristoranti di Spiaggia di Rimini



Si chiama "rimini beach lab." il progetto che apre la spiaggia di Rimini al terzo millennio. E di fatto rappresenta per ora solo un modello con cui l'Associazione Bar e Ristoranti di Spiaggia di Rimini - aderente alla Spes Confesercenti - presenta un personalissimo contributo ad un rinnovamento atteso da tempo in città. Quindi rimini beach lab. è un progetto. Anzi, in senso esteso, lo si può interpretare come un laboratorio non solo di idee per continuare un dibattito già avviato da anni sull'intervento in spiaggia. Un arenile, quello di Rimini, monolitico e da decenni intoccabile il cui rinnovamento deve guardare al futuro.
Senza dimenticare però la storicità della vocazione turistica della "Ostenda d'Italia" dove, nel 1843 concepito da Claudio Tintori, è sorto il primo stabilimento balneare italiano. Il primo tassello di una attività che si è rivelata, soprattutto nel dopoguerra, trainante per l'economia riminese. Mentre sin dalle origini è divenuta un modello ispiratore di altre realtà turistiche non solo in Italia.
IL PROGETTO
Nasce da una esigenza estremamente diffusa di riqualificare e rinnovare l'arenile a cui l'Associazione riminese bar e ristoranti in spiaggia ha voluto dare un contributo partendo dallo studio di una nuova struttura di servizio. Il progetto "rimini beach lab." (caratteristiche e misure sono allegate al disegno del progetto) è basato su materiali tradizionali appartenenti alla cultura del mare: ferro, legno, vetroresina; della terra: mattoni, cemento, mosaico, vetro.
Ma in tema di ispirazioni un contributo interessante è stato ricavato anche dalla barca a vela, in porto o in acqua. Una contaminazione coerente al mondo della nautica le cui radici sono fortemente presenti a Rimini. "La struttura - spiega il progettista Giovanni Tommaso Garattoni - è orizzontale perché la linea dell'orizzonte, della sabbia e dell'acqua sono linee orizzontali; è modulare perché la linea dell'orizzonte, della sabbia e dell'acqua sono linee infinite sempre uguale / sempre differente.
Sulla spiaggia tutte le strutture sono sottoposte alle variabili condizioni atmosferiche: al sole che brucia, al vento che soffia, alla sabbia che turbina, alla pioggia che batte". Ma "rimini beach lab." è doverosamente ispirato anche al metafisico. Perciò diventa reale la Rimini dei film e delle cartoline illustrate interfaccia tra realtà ed immaginario.
La vacanza ed il divertimento sono luoghi della mente quindi la Rimini più vera è quella dei ricordi perché la vacanza ed il divertimento sono solo emozioni e la sabbia ed il sole smaterializzano le cose.
Per questo motivo "rimini beach lab." non deve essere un edificio tradizionale, non ha facciate perché ha solo fronti; è emozionante da ogni lato; è flessibile alle più diverse esigenze di spazio e di organizzazione della spiaggia.
I precedenti edifici sulla sabbia, le colonie, erano edifici perché luoghi fisici destinati alla cura del corpo. Ecco perché "rimini beach lab." unisce idealmente l'architettura delle colonie con l'architettura spontanea degli alberghi e dei locali pubblici; l'orientalismo della Rimini degli inizi del '900 (con la pagoda che domina il lido dal mare); il grand hotel; il kursaal sino alla rotonda sul mare.
Ma i contributi non possono non considerare altri elementi come il "modernismo" della Rimini degli anni trenta, le colonie, il Nettuno. E poi la "fantascienza" della Rimini del boom economico.
Senza dimenticare le palafitte sull'acqua, i capanni sul porto trasformati in ristoranti e locali pubblici, le tende ed i teloni che proteggevano dal sole prima degli ombrelloni.
E poi le bandiere ed i decori che hanno trasformato eventi rurali (come la festa dell'uva) in party in riva al mare. Non solo festa e colori ma un modesto impatto ambientale sulla spiaggia, all'ombra degli hotel, per rivitalizzare i simboli di un immaginario balneare acqua e sapone: asciugamani e panni stesi al sole da abbinare iconograficamente a scafi a vela e da regata, pescherecci, charter turistici sino ai ponti della barche che toccano con i turisti i diversi porti della costa.
Ma nel progetto si contempla anche una riviera irreale e lontana dedicata allo svago puro che presentava in riva al mare giostre e luna park. Magari in mezzo all'acqua come a Riccione (1928). Quantità e qualità dei riferimenti propendono nel progetto a creare una struttura comunque sobria e funzionale in cui le ispirazioni colgono la funzionalità esclusiva e ancor più specifica dei primi servizi turistici. Un'ultima, più defilata citazione, Garattoni la dedica alla Riviera dei cartellonisti: il "Delfino Rosso" di Dudovich (1922), la "Grande Erre" di Adolfo Busi (1929): "perchè Rimini deve tornare ad essere un luogo da sognare ed un luogo per sognare...".
Nel progetto il bar ristorante in spiaggia del terzo millennio è luminoso naturalmente e rotondo come le rotonde sul mare e le pozze d'acqua. Al di sopra si trova un terrazzo in cui due pennoni si slanciano ricordando il ponte di una nave. La concezione moderna è però legata anche a scelte innovative ad iniziare da una struttura "personalizzabile".
Questo perché si tratta sempre di una costruzione leggera ridotta ai minimi termini con i colori, le tende, le insegne, gli sponsor. Il progetto "rimini beach lab." prevede il bianco nautico di fondo (come nei mosconi e panfili) assieme a diverse contaminazioni cromatiche. E permette di riscoprire i riferimenti della città di mare partendo dalla verifica delle culture, più o meno spontanee, emerse in Riviera in oltre un secolo nell'ambito del design e dell'architettura balneare.
Il progetto trova in "rimini beach lab." risposte ortodosse ai riferimenti del passato, senza cadute stilistiche e forzature espansive. Ma si tratta soprattutto di una risposta in chiave sobria e moderna alle esigenze di rinnovamento della prima, storica spiaggia turistica italiana.

rimini beach lab.
laboratorio di idee sulla spiaggia di rimini
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rimini beach lab. é un laboratorio, soprattutto di idee.
Idee per il futuro della spiaggia di Rimini, patrimonio di tutta la città, quindi di tutti i cittadini.

rimini beach lab. non é un edificio.
Perché troppo spesso si è edificato sulla spiaggia senza rispettare la sua fragile diversità.
La sabbia non è acqua, ma neppure terraferma.

rimini beach lab. nasce a Rimini perché proprio in questa città cosi diversa dalle altre sono nate le prime serie riflessioni sull'architettura balneare.

rimini beach lab. è ispirata alla Rimini immaginaria, perché la Rimini più vera è quella dei ricordi.

rimini beach lab. é una macchina, scenica e funzionale, la cui struttura modulare, ridotta ai minimi termini, è pensata come un organismo.
Un organismo creato per rispondere al meglio alle più diverse esigenze, estetiche e funzionai.

rimini beach lab. non ha facciate perché è emozionante da ogni lato, ed è flessibile alle diverse esigenze di spazio e di organizzazione della spiaggia.

rimini beach lab. è mutevole ma non effimero.
E' parte integrante del luogo, perché diverse sono le persone, le situazioni ed i luoghi.

rimini beach lab. rimini beach lab. unisce idealmente l'architettura colta, delle colonie marine con l'architettura spontanea degli alberghi e dei locali pubblici.

rimini beach lab. raccoglie l'eredità delle più rappresentative architetture della nostra città.
L'orientalismo della Rimini degli inizi dei '900, il Grand Hotel, la pagoda cinese sulla piattaforma.
Il modernismo della Rimini degli anni Trenta, con le colonie marine Le Navi, la Novarese, il Nettuno.
La fantascienza della Rimini del boom economico, con night club futuribili come l'Altro Mondo ed il Woodpicker.

rimini beach lab. è pensato per essere realizzato con materiali appartenenti alla tradizione del luogo.
Materiali marini, come il ferro, l'acciaio, il legno, la vetroresina.
Materiali tradizionali, come il cemento, il vetro, il mosaico, la ceramica.

giovanni tommaso garattoni


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